Fedeli al motto curarsi è bene ma prevenire è meglio, l’utilizzo degli oligoelementi è un valido strumento di prevenzione e di rinforzo del sistema immunitario.
Al pari delle vitamine la cui scoperta fu accolta con grande entusiasmo negli ambienti scientifici e non, gli oligoelementi sono attualmente oggetto di grande interesse anche da parte della medicina ufficiale.
Come le vitamine, gli oligoelementi svolgono la funzione di catalizzatori cioè di sostanze che accelerano i tempi di una reazione biochimica mantenendosi inalterate e per di più selezionando il processo favorevole all’integrità del tessuto.
In altre parole gli oligoelementi sono dei biocatalizzatori perchè attivano le reazioni chimiche e metaboliche indispensabili alla vita. La loro carenza induce alterazioni strutturali e fisiologiche, somministrati a giuste dosi prevengono e guariscono gli stati di carenza, il loro impiego aiuta a ripristinare le funzioni deficitarie dell’organismo.
Se lo stato di salute si fonda su un equilibrio armonioso di tutte le funzioni dell’organismo, si riconosce il ruolo determinante che gli oligoelementi hanno nel garantire l’armonia delle diverse funzioni che regolano la vita, permettendo al corpo di affrontare al meglio le molteplici aggressioni cui viene sottoposto quotidianamente.
Il corpo umano contiene diversi minerali: alcuni, come il Calcio, partecipano alla struttura degli organi e dei tessuti, e per questo fatto, si trovano in quantità importanti nel nostro organismo; altri, come ad esempio il Manganese, il Rame, lo Zinco, in quantità minime, tanto che sono stati considerati, all’inizio, nè più nè meno, che delle impurità.
Questa è la ragione per la quale questi minerali sono stati chiamati “oligoelementi”, da oligos, parola di origine greca che significa piccolo, poco numeroso.
Negli anni ‘30 il medico francese Jacques Ménétrier comprese che questi elementi, somministrati sotto una forma fisico-chimica adeguata, permettono, grazie a un riequilibrio degli scambi, di migliorare il “funzionamento” del nostro organismo, sia sul piano fisico che psicologico. Individuò, dunque, quattro tendenze morbose, che definì diatesi.
Con questo termine, nella medicina classica, si definiva la predisposizione di un soggetto a contrarre una determinata malattia.
Era quindi un termine riduttivo rispetto a ciò che intendeva Ménétrier per diatesi.
Egli infatti identificava la diatesi di un soggetto prendendo in considerazione le caratteristiche intellettuali (memoria, capacità di concentrazione, creatività, …), quelle psicologiche (atteggiamento nei confronti della vita, ottimismo, pessimismo, indifferenza, …), il tipo di sonno del soggetto, la sua stancabilità, e la predisposizione a contrarre certe malattie.
In sintesi per diatesi intendeva la tendenza morboso generale di un terreno, una tendenza che coinvolge tutti gli aspetti fisici e psichici del soggetto.
Per ogni diatesi precisò caratteristiche cliniche e oligoelementi specifici. La sua teoria dice che nel corso della vita si passa lentamente dalle diatesi 1 e 2 di nascita, alle diatesi 3 e 4, di involuzione, che comportano il calo della vitalità. A causa di determinate funzioni fisiologiche (traumi, interventi chirurgici, alimentazione scorretta…) si può assistere a un’accelerazione del passaggio involutivo.
Grazie però alla somministrazione precoce dell’oligoelemento adatto, si favorisce il ripristino della condizione precedente, con il ritorno alle diatesi più giovani.
La diatesi 1 raggruppa un insieme di sintomi e manifestazioni che esprimono una reattività esagerata, di tipo prevalentemente allergico (eczema, asma bronchiale, rinite allergica, ipertensione, palpitazioni, algie diffuse, tendenza al nervosismo…). Verso fine giornata il soggetto si sente agitato, euforico, intensamente emotivo e iperattivo. L’oligoelemento indicato è il manganese.
La diatesi 2 è caratterizzata da processi infettivi ripetuti a livello otorinolaringoiatrico, respiratorio, gastroenterico e urinario. Il soggetto manifesta astenia, facile affaticabilità, necessita di parecchie ore di recupero e di sonno e ha un calo energetico durante la seconda metà della giornata. L’oligoelemento indicato è il complesso manganese-rame.
La diatesi 3 è caratterizzata da disturbi della circolazione arteriosa e venosa, gastroduodenite, colon irritabile, artrosi, turbe dell’umore, ansia, diminuita capacità di concentrazione e memoria. I sintomi sono la stanchezza al mattino e il progressivo affaticamento nel corso della giornata. La diatesi prevede il complesso manganese-cobalto.
La diatesi 4 è tipica del soggetto con poca vitalità e poca capacità di adattamento dell’organismo (convalescenza, processi infiammatori cronici, depressione…).
Il soggetto evidenzia perdita di memoria, atteggiamento di rinuncia, tendenza all’isolamento, sfiducia e depressione. La stanchezza non migliora con il riposo. Il trattamento richiede rame-oro-argento.
Le diatesi non sono uno stato che resta immutabile per tutta la vita: l’unico fattore che non cambia è il corredo genetico di partenza. E’ quasi impossibile trovare una diatesi pura. Spesso ci si ritrova di fronte a diatesi intrecciate, ed è per ciò più utile dedicarsi allo stato diatesico più involuto, seguirne la regressione e intervenire poi sulla diatesi di arrivo.
La via di somministrazione è quella sublinguale, perché la ricca vascolarizzazione della lingua favorisce l’entrata in circolo degli oligoelementi, che evitando il tratto gastrico, non vengono dispersi. Per questo è necessario far trattenere la soluzione per almeno 1 minuto sotto la lingua.
Gli oligoelementi permettono di rafforzare l’azione, ad esempio, degli antibiotici: mentre l’antibiotico combatte il germe, l’oligoelemento agisce sul terreno mobilitando le difese organiche. Si ottengono così due risultati: guarigione più rapida e minor quantità di antibiotico somministrato; terreno rinforzato e quindi minore incidenza e gravità di ricadute.
Non si riscontrano fenomeni allergici o tossici in seguito alla loro assunzione; si associano positivamente in associazione all'omeopatia, alla fitoterapia, alla medicina allopatica. Cautela in gravidanza e allattamento. La loro prescrizione va fatta da un esperto per evitare controindicazioni.
E. Mino |
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