Corsi di acquarello e corsi di disegno a Monza e Viareggio

L’acquarello (o acquerello) è una tecnica di grande soddisfazione anche per chi pensa di non saper disegnare.

L’uso dell’acqua e del colore libera dalla paura del foglio bianco, creando immagini tanto più vitali quanto meno “controllate”.

Tra tutte le tecniche pittoriche, l’acquarello è quello che si distingue per avere le maggiori caratteristiche di leggerezza, luminosità e trasparenza.

È una tecnica insuperabile anche per realizzare rapidi appunti di viaggio (Carnet de Voyage) anche perché un kit di piccole dimensioni può essere comodamente portato ovunque si vada.

1) Corso di acquarello a Monza:

Il corso è in presenza ed è costituito da 5 lezioni di due ore. Sede: piazza Armando Diaz, 4 – Monza.

  • ci sono lezioni quasi tutti i giorni, frequenti una volta a settimana.

2) Corso di disegno a Monza:

Il corso è in presenza ed è costituito da 5 lezioni di due ore. Sede: piazza Armando Diaz, 4 – Monza. Telefona per informazioni.

Troverai tanta esperienza e qualche segreto di bottega .

🟢 Contatti: info@lievemente.it; tel. 335-63OO885.

🟡 – Per chi viene in macchina (mattina o pomeriggio): grande parcheggio gratuito in Via S. Maria Pelletier/angolo via Felice Cavallotti (cioè vicino alle scuole). La sera si trova parcheggio facilmente nelle vie intorno a Piazza Armando Diaz.
– Per chi viene in treno: 5 minuti a piedi dalla stazione.

PARCHEGGIO grande gratuito (no disco orario): via S. Maria Pelletier (ang. Via Cavallotti) – Monza

2) – Corso di “Carnet de Voyage” (taccuino di viaggio) ad acquarello a Monza (una giornata)

3) – Corso “Illustriamo una fiaba” con l’acquarello a Monza (una giornata)

4) – “Corso di biglietti” con l’acquarello a Monza (4 ore)

5) – Corso “Acquarello tecnica classica e moderna” a Viareggio (Lucca-Toscana) – (una giornata)

🟢Instagram:http://www.instagram.com/lievemente/

Diceva Van Gogh: “È quando ci si dice: ‘io non sono pittore’ che bisogna dipingere. L’arte non sta nel rappresentare, ma nel trasmettere”.

L’acquarello si distingue per LEGGEREZZA, LUMINOSITA’ e TRASPARENZA.

L’acquarello ci insegna a modificare ciò che non può essere accettato ed accettare ciò che non può essere modificato.

🟥 Per realizzare un buon acquarello è importante conoscere almeno un po’ di teoria della composizione, studiare forme, proporzioni, prospettiva, luci/ombre, saper formare il colore, fare un uso specifico dei singoli pennelli. Vieni ad imparare !

🟨 I soggetti da ritrarre sono infiniti: dagli scorci ai fiori, ai paesaggi, alla natura morta, alla figura umana. Ci si può sbizzarrire!

🟧 Davvero pochi sono i materiali che ci servono per dipingere ad acquarello: carta-colori-pennelli-scotch di carta-gommapane-una tavoletta di legno come supporto per appoggiare il foglio (a lezione questa c’è ed è in prestito). 

Illustrare una fiaba:

Acquarelli e bambini:


E ora parliamo di pennelli (è una lettura un po’ tecnica e lunga; eventualmente puoi leggerla poi e quindi scorri velocemente in giù per goderti qualche dipinto ad acquarello più sotto 😉). (Piccola annotazione: i pennelli sintetici sono i nostri preferiti ❤️)

Quali componenti costituiscono il pennello da acquarello?

La differenza principale tra i pennelli per acquarello e quelli di altre tipologie risiede nelle setole che devono avere maggiore capacità di assorbimento dell’acqua. Ecco gli elementi che compongono un pennello:

  • Manico. Solitamente è avvolto da uno strato di pittura e serve come presa del pennello. Spesso riporta, inoltre, la taglia, il numero di serie e la marca.
  • Ferula. Anche chiamata ghiera o conchiglia. E’ quella parte di pennello, di solito in metallo ma si trova anche in latta, nichel o alluminio, che supporta le setole.
  • Setole. E’ l’elemento di maggior rilevanza del pennello perché conferiscono valore e qualità al prodotto. Le setole possono essere naturali o composte da fibre sintetiche, e di solito sono formate da tre parti ben definite:
  • Base. E’ la cintura di connessione con la ferula.
  • Pancia. Corrisponde alla parte centrale delle setole; è una sezione fondamentale in quanto condiziona la capacità di assorbimento del pennello (elemento fondamentale per chi si dedica all’acquarello).
  • Punta. E’ l’estremità finale, deve essere sottile abbastanza da consentire di realizzare dettagli minuziosi e tratti affusolati.

Che tipologia di pennelli è necessaria per la pittura ad acquarello?

Avrai bisogno di pennelli specifici per dipingere con questa tecnica. Solitamente si dividono tra pennelli con setole naturali e pennelli composti da fibre sintetiche, ma ricorda che per dipingere con gli acquarelli il pennello deve essere soprattutto in grado di trattenere l’umidità . Ecco le caratteristiche delle diverse tipologie:

Setole composte da fibre sintetiche (noi li preferiamo ❤️ poiché amanti degli animali ❤️):

  • Imitazione delle setole naturali: emulano le proprietà dei filamenti naturali per quel che riguarda l’assorbimento di umidità e la flessibilità. Hanno punta sottile e sono in grado di distribuire l’acqua in modo uniforme.
  • Fibre interamente sintetiche: in genere composte da poliestere o nylon. Il prezzo e la qualità variano molto da pennello a pennello.

Setole naturali (spesso sono pennelli costosi):

  • Martora Kolinsky o “Mustela Sibirica” (o più semplicemente “donnola siberiana”) è un animale siberiano dalla cui coda si estraggono i filamenti che andranno a comporre le setole. Le fibre che se ne ricavano sono molto apprezzate dagli artisti (soprattutto quelle che si ottengono dagli esemplari maschi), per la loro elasticità e leggerezza. È un pennello molto costoso.
  • Martora rossa o Martora bianca: sono pennelli di buona qualità, costosi. I filamenti vengono estratti dalla coda dello stesso animale, e non è insolito imbattersi in venditori poco onesti che cercano di propinare questa tipologia di pennelli spacciandoli per “Kolinsky”.
  • Scoiattolo: i pennelli realizzati con i peli di questo animale, pur non essendo flessibili quanto quelli che si ottengono dalla coda della donnola siberiana, sono più economici e di buona qualità.
  • Orecchio di bue: le fibre si estraggono dal lobo dell’orecchio dei buoi, come riporta il nome stesso. Sono molto resistenti e trattengono bene il colore, ma non sono qualitativamente paragonabili ai peli di scoiattolo.
  • Maiale: sono l’ideale per ottenere alcuni effetti nei lavori eseguiti ad acquerello, come per esempio le texture. Non hanno la punta e non trattengono l’umidità.

Come si classificano i pennelli da acquarello in base alla forma delle setole?

Esistono tre tipologie basilari di pennello, tutte e tre indispensabili sia per i professionisti che per i principianti. Si tratta dei pennelli da acquarello tondi, piatti e a ventaglio (in diverse occasioni quest’ultimo viene sostituito dalla “pennellessa”, cioè pennello dalla sezione molto ampia).

“Carnet de Voyage = Taccuino di Viaggio”: